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Non pensavo di pubblicare un inutile post sui lavori che sto facendo in casa, ma visto che si sa quando si inzia e mai quando si finisce, ho decisio di quotare questi 10gg che aggiunti ai 20gg precedenti fanno un mese esatto senza attività.
Aiuto !Stanno venendo a galla pericolosi sintomi di Skazzofrenia, sono suscettibile come un belva in gabbia, dispettoso come una scimmia e manco il riposo fisico mi consola, la schiena si lamenta come al solito, la cervicale pure peggio.
ERGO!Se siete già "tossici" di attività fisica come me, vi confermo che star fermi è una palla mostruosa e a nulla valgono le microuscite in bici o in piscina dove la tossina non viene espulsa del tutto, mi aspettano ancora almeno altri 5-10gg di lavori, dopo dei quali si tornerà finalmente a un po' di
BUMBA BUMBA!

Terzo anello. Dopo che nella mia seconda apparizione avevo tolto 15 minuti alla prima timida performance, l'obiettivo di togliere 9 minuti e chiudere intorno
alle 2.30h sembrava troppo ottimistico, del resto anche se venivo da un ottimo periodo di potenziamento grazie ai Trail, nelle ultime uscite dove cercavo velocità, le gambe si erano rifiutate categoricamente di girare.
Il giorno fatidico piove e mi sveglio con il voltastomaco, Grandioso !, la frittata del giorno prima aveva deciso di non lasciarmi.
Siamo al via, in 4 nella stessa gabbia, Marco che scapperà veloce, Robby che la farà gara con Federica , Massimo con cui dovrei dividere il passo.
"SPARO !"
Se nelle gare al via si scatena l'adrenalina che ti porta a forzare da subito, qui è anche una necessità, si parte in salita, si fanno poche centinaia di metri e poi ci si infila in un lungo budello, se rimani dietro a runners + lenti perdi un sacco di tempo; così stringo i denti, spingere in salita a freddo non è esattamente la cosa che preferisco, perdo subito Massimo ma ritrovo una compagnia di cui facevo volentieri a meno, la nausea.
Fino al 10km combatto mentalmente con frotte di pensieri negativi, neri come pipistrelli, dovrei già integrare con un gel, ma come faccio, lo stomaco non vuole nulla.
Trovo un riferimento, un runners con un passo costante, va come me, anzi un pelo meglio, è perfetto, mi metto a rimorchio, spengo il cervello, mi concentro sul respiro, vedo solo le sue scarpe, come se lui fosse il locomotore e io il secondo vagone, sto lì, respiro, respiro, sto lì, il nodo allo stomaco si allenta, ho finalmente il controllo delle gambe, non sto da Dio, ma ora ho il volante nelle mani.
Esco dal letargo, siamo a fine salita, quasi a metà gara, tolgo quasi un minuto/km al mio passo, mi sembra perfino troppo, ma ora sto bene, continuo a vedere gente che strappa, che sprinta, come se fosse una 10k, boh o son fenomeni o non han capito un cazzo. Mi superano tutti, se non avessi il Garmin a confortarmi che sto andando benone mi abbatteri di brutto, mi superano nell'ordine, un omone che sarà 120kg con un fisico alla Obelix, un altro in pantaloncini da mare con le tasche piene di spiccioli e chiavi che tintinnano allegramente, un terzo vestito come un palombaro con ancora addosso l'impermeabile antipioggia, Boh ??!!, però andavano tutti + D me quindi,
"zitto e trotta !"
Sono sull'asfalto, mancano 2km e sto ancora bene, non ho guardato il Garmin da metà gara, non so il tempo ma so che sto andando bene, supero finalmente un
po' di gente, i primi da molti km, cotti a un passo dall'obiettivo, sono all'arrivo, mia figlia mi vede, entra nel percorso, facciamo gli ultimi 100m per mano e così tagliamo il traguardo: 2:28:01
Bellissimo !, ho tolto 11 minuti all'anno scorso !, non ho mai corso una 30km così veloce neanche su asfalto !
Morale: Quando butta male, la testa non ci aiuta, se la negatività prede il comando le cose si complicano ulteriormente, i pensieri positivi ci consentono di
gestire le difficoltà con il giusto distacco (Z).
Considerazione Tecnica: Tra il 10°km e il 30° (quando giravo bene), ho perso 146 posizioni, la presenza di "stradisti" è indubbia, gente che ha faticato in salita o che è rimasta imottigliata nel tratto iniziale, ma che poi si è espressa al meglio.Foto dal Sito Ufficiale
Domenica affronterò la mia terza Cortina-Dobbiaco, una gara che a me piace tantissimo.Apprezzata dai Runners, snobbata e criticata dai Trailers che la considerano troppo "alla moda".Devo dire che nelle mie precedenti partecipazioni ho apprezzato moltissimo le caratteristiche organizzative e di percorso di questa gara che si snoda sulla dismessa ferrovia, un percorso quasi tutto offroad, diviso a metà tra salita e discesa (14km in leggera salita 16km in leggera discesa).La cornice è veramente fantastica, dal lago di Landro alle Cime di Lavaredo attraverso una serie di prati in fiore e boschi di pini. L'arrivo, nel piazzale del vecchio Grand'Hotel ora Museo e Ostello.Questa gara rappresenta l'anello di congiunzione tra corse su asfalto e Trail, è come percorso molto sbilanciata a favore degli stradisti, si può affrontare tranquillamente con scarpe intermedie senza rischiare nulla, ma può essere considerata un assaggino di tutto quel che di meraviglioso c'è nel Trail Running.Quest'anno si è anche optato per il numero chiuso, una saggia decisione, a parte il collo di bottiglia in uscita da Cortina, l'ingrossamento della "mandria" pone problemi loggistici di gestione e di ripristino del percorso. Anche una corsa che si propone come "per tutti" deve sapersi dimensionare entro limiti che garantiscano fruibilità.Come gli altri anni ci fermeremo alcuni giorni per goderci i dintorni 3-4 giorni di disintossicazione assssssssoluta.
Link:
Cortina-DobbiacoRun
Sarà che il vestito che ci ha cucito addosso la nostra quotidianità è ormai un vestito di cemento, creato un po’ per obbligo e un po’ per scelta ma ormai così rigido da lasciarci ben poco margine di movimento, Sennò perché mai un giovane vecchietto come me dovrebbe recarsi di sabato sera, lontano da casa, sotto la pioggia, al buio, al freddo, a far della fatica????Detto così non invoglia un gran che !Eppure tutte queste avversità trovano all’interno di un Trail una perfetta collocazione e vengonotrasformate in ingredienti fondamentali per una serata indimenticabile.Sarà il bimbo che è ancora dentro di noi ? demenza presenile ? o la voglia matta di far qualcosa didisperatamente diverso?, non so, però provate a guardare le foto di questo trail, la gente èbagnata, stravolta dalla fatica, sporca, graffiata, ma sorride, sorridono tutti, non c’è uno che non si sia divertito.Foto 1Foto 2Chi corre, per definizione si mette in gioco, nel trail aumentano le difficoltà e quando il gioco si fa duro i “resilienti” aumentano, le difficoltà sono una sfida, una scommessa che stuzzica il nostro lato ludico e combattivo. Io la scommessa l’ho vinta.
Arrivo (foto di Stefano Morselli)
MapLa Cronaca: Giornata piovosa, spettatori circa 5, Partenti 54 coppie, Arrivate 52 (solo 2 ritiri !) Gara annunciata sui 21km, accorciata a 17km per l'aumentato livello di difficoltà dovuto al fango. Partiamo con il pettorale 5, sicuramente per i meriti di Marco, il mio socio (lode a lui per l'adeguamento al mio "trotto"). Buona accoglienza, percorso segnato diligentemente, volontari sul circuito EROICI !, ristori nella norma.Ottimo il premio partecipazione da affettare, perfetto anche il 3° tempo a base di "Gnocco" Scandianese. Voto nel complesso= 9 Da rifare (e consigliare) sicuramente.Link: http://www.polisportivascandianese.it/fornacione.htm

Syria
Oggi siamo su un altro pianeta. Mi sembra doveroso dedicare un piccolo post ad una realtà di cui ho fatto la conoscenza domenica scorsa. Ci ero passato davanti molte volte, correndo, scarpinando o a passeggio con il cane ma non mi ero mai informato bene, non che il posto sia comodo tutt'altro, sta nascosto in una valle a cui si arriva meglio dai sentieri che via asfalto (e questo è sempre un bene) il nome era tutto un programma "Centro Tutela Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone" questa primavera finalmente prendo contatto con loro, mi dicono che organizzano visite guidate solo su prenotazione, prenoto per il 9 maggio. Nel primo pomeriggio ci rechiamo in loco e troviamo una ventina di visitatori in attesa, i cancelli si aprono e facciamo conoscenza con la signora Mirca, una dei fondatori del centro, ci racconta la storia di questo posto, nato dalla passione di una coppia di persone per gli animali, dalla loro disponibilità a farsi carico delle situazioni di difficoltà in cui si vengono a trovare spesso animali autoctoni e non. Il centro, nato nell'89, è diventato il primo in italia ad occuparsi del recupero di animali esotici per lo più importati illegalmente. Dà una dignitosa sistemazione a quelli che sono sotto sequestro a seguito di qualche procedimento giudiziario (e tutti sappiamo cosa vuol dire aspettare giustizia in Italia). Dà un tetto a quelli che non posso essere reintrodotti in natura, perchè uno dei mali peggiori che l'uomo fa agli animali è quello di straparli cuccioli alla madre creandone di fatto degli esseri senza inprinting e senza autonomia alimentare. Di questi e/orrori nessuno si fa carico, è così che va il mondo....Da questo punto di vista siamo veramente orribili.In questo posto, oltre a una ventina di gatti, a 13 cani, ad una decina di volontari vivono 250 animali. Ci sono 6 tigri (tre vengono da quel gruppo di 11 tristemente note per il servizio di "striscia la notizia" , il centro ha accolto 2 di quelle messe peggio) 3 leoni che un tempo erano i leoncini delle foto in spiaggia, ve li ricordate ???, ci sono Linci, Leopardi, Emu, Procioni, Scimpanzè, Macachi, Rettili, Pappagalli. Tutti animali con una brutta storia alle spalle che hanno trovato rifugio in questo posto meraviglioso.Della fauna autoctona di cui si occupa il centro, quasi sempre animali feriti, non ci hanno fatto vedere nulla, perchè giustamente, questi animali hanno, quando le cure lo consentono, una seconda opportunità di essere liberi.Insomma, questo posto mi ha toccato il cuore, consiglio a tutti tutti di visitarlo e per quanto sia possibile di aiutare e supportare queste persone. In questo periodo in cui l'economia arranca gestire una realtà così è davvero uno sforzo sovrumano.Questo è il link del Centro:http://www.centrotutelafauna.org/index.htmuna cortesia vi chiedo, se volete rendergli merito, non chiamatelo Zoo.

Pensavo di aver archiviato l'argomento Abbots, quando però un amico a cui avevo girato il link del Blog mi ha fatto notare che dal post parea ch' io mi fossi
fatto tutti i 125km.
Precisiamo.......
Sinceramente avrei potuto prenderlo come un complimento, ma purtroppo far 125km in 15 ore non è nei miei mezzi.
Sono però così contento di come è andata questa corsa che ci spendo sopra 2 ciaccole.
Beh, che dire, trovarmi dopo solo 4 mesi dal mio primo durissimo approccio al Trail Running dentro un Ultratrail come la Abbots Way, 125km x 5500+d, sarebbe
stato impensabile senza la formula del Twin Team, ovvero due runners in staffetta 30km+30km su 2 gg totale 125km.
Una porticina di servizio dalla quale chi come me si avvicina a questo tipo di corse può accedere ad un Ultra senza devastarsi. l'iscrizione In coppia con Dante Ispiratore, Istigatore e compagno di molte avventure.
Prima notte a Pontremoli in sacco a pelo, sveglia alle 4, partenza alle 6 , Dante sparisce in un nugolo trotterellante e multicolore di runners ciarlieri, recupero la macchina, raggiungo il primo ristoro a Cervara, dopo 10km tutti sono ancora belli vispi.
Borgotaro, mi preparo, Dante arriva che sembra nuovo, tocca a me, so che mi aspettano i primi 12km duri poi si dovrebbe scendere gradatamente e invece
l’altimetria (traditrice) pur segnalando un andamento a dente di sega non rende la durezza del percorso, AIUTO ! l’indicatore della benzina segna rosso e mancano ancora più di 10km.
Alla fine arrivo. Tappa durissima, non riesco a condividere l'ottimismo di Dante che già ripulito e rifocillato ha già la testa al giorno successivo, la mia frazione ha chiesto 5.24h di impegno alle mie gambe e la salita finale a Borgotaro le ha stroncate definitivamente.
Il giorno dopo mi sveglio e decido: "Oggi non corro, me la cammino tutta", la stanchezza è ancora padrona di me e il fatto che le gambe non sono poi messe
così male non mi consola.
Ci spostiamo, siamo a Farini al secondo cambio. Dante arriva, purtroppo ha anche sbagliato strada, se ci fosse mai stata una velleità di risultato cronometrico, ora non c'è più. Meglio così, parto piano, al piccolo trotto, mi aspettano una dozzina di km che mi porteranno alla "sella dei generali" (1250m) punto più alto della corsa dopo l'eliminazione della salita al Monte Lama per le cattive condizioni meteo. Per mia fortuna condivido salita e fatica con Paolo del Circolo Minerva Parma, la sua presenza e il fatto che è sicuramente messo meglio di me, mi spronano a far meglio. Le gambe girano, OH, STO CORRENDO !! Alterno un po' di passo in salita ad una corsa sempre più decisa, si và....
Chi lo avrebbe mai detto?, le mie gambe si meritano un monumento! siamo a Bobbio, Paolo ed io passiamo il ponte Vecchio (o ponte gobbo) di corsa, con il sorriso sulla faccia e cosi rimaniamo fino al traguardo.
18.05h il totale del Twin Team, Bestia che bravi ! ! !
Il primo passettino nel mondo dell'Ultra è fatto, l'esperienza è stata esaltante, ora dove si va ?